Biografia
Hiroike è un fotografo nato nella prefettura di Tottori, in Giappone, nel 1962. Entrò in contatto con i computer nei loro primi anni presso l’Università di Hiroshima e lavorò per oltre trent’anni come ingegnere di sistemi, sviluppando robot e software CAD. Iniziò a dedicarsi seriamente alla fotografia dopo aver realizzato un programma per la visualizzazione di immagini e, nel 2020, vinse i Sony World Photography Awards, il più grande concorso fotografico al mondo, passando così definitivamente alla fotografia. Da allora ha ottenuto numerosi successi in competizioni internazionali.
Il suo percorso creativo ruota attorno alla domanda universale “Che cos’è la bellezza?”, che esplora scientificamente e filosoficamente da una prospettiva ingegneristica. Per questo crea due tipologie di opere in contrasto tra loro: la “fotografia di paesaggio”, basata sulla logica (coscienza superficiale), e la “fotografia surrealista”, basata sulla sensibilità (inconscio).
Nella fotografia di paesaggio, cattura la bellezza naturale unica del Giappone attraverso l’estetica tipicamente giapponese della “transitorietà” e del “wabi-sabi”, riflettendo il suo profondo legame con la natura. Il Surrealismo è un movimento artistico nato un secolo fa, che cerca di rappresentare un mondo “iperrealistico” gettando una nuova luce sulla realtà attraverso l’inconscio. Hiroike ha ridefinito il Surrealismo sfruttando le caratteristiche delle moderne fotocamere digitali.
Le fotocamere digitali permettono di catturare un numero vastissimo di immagini. “Selezionare da una grande quantità di fotografie casuali” consente di trovare lo scatto che risuona con il proprio subconscio e di visualizzarne la bellezza. Le serie “Firefly” di Hiroike nascono da questo processo.
Le fotocamere digitali consentono anche la visione immediata delle immagini. Hiroike fotografa fuochi d’artificio e altri soggetti utilizzando la tecnica ICM (Intentional Camera Movement), quindi li ri-fotografa rivedendoli e regolando gli scatti sul momento, creando opere astratte e poetiche che evocano l’universo e creature immaginarie. Si tratta di un processo creativo in cui immagini nate dal caso vengono accolte e trasformate attraverso una percezione subconscia. Ha inoltre coniato il termine “action photography” per descrivere le sue opere, che enfatizzano il movimento e “dipingeranno” come in una danza, proprio come Jackson Pollock creò l’“action painting” come estensione del Surrealismo.
Le fotografie di Hiroike non sono semplici registrazioni della realtà; sono opere destinate all’esplorazione della bellezza che si colloca tra caso e necessità, tra conscio e inconscio, tra reale e surreale.
