La fotografia di Masahiro Hiroike
Masahiro Hiroike è un fotografo straordinario che, pur lavorando originariamente nell’ambito della tradizione della fotografia paesaggistica, ha iniziato ad ampliare il potenziale della fotografia digitale confrontandosi con temi come il caso e la temporalità.
Nel corso della produzione di opere incentrate sul mondo naturale, Hiroike ha rivolto la sua attenzione alle traiettorie luminose create dagli sciami di lucciole di Himebotaru. Queste tracce di luce, che emergono dall’oscurità, sono essenzialmente una forma di automatismo: il risultato di circostanze contingenti, che vanno oltre l’intenzione diretta dell’artista. Immagini simili erano state un tempo esplorate anche nella fotografia surrealista; tuttavia, mentre il Surrealismo enfatizzava la stranezza dell’immagine realizzata e il suo fascino per l’inconscio, Hiroike rivolge invece il suo sguardo al potenziale latente delle nuove tecnologie digitali.
Questo potenziale risiede nell’enorme numero di immagini che possono essere catturate istantaneamente; nella capacità di manipolare l’esposizione o la sensibilità in tempo reale verificando ogni immagine; e ancora, nell’atto di imprimere movimento non al soggetto ma alla macchina da presa stessa. Nelle opere risultanti, la luce dell’Himebotaru non è più resa come movimento, ma come una costellazione di punti luminosi sparsi, mentre i fuochi d’artificio appaiono come densi e tremolanti filamenti di linee.
Ciò che si realizza non è il “déjà vu” (la sensazione di aver già visto) del Surrealismo, ma un’immagine di “jamais vu” (la sensazione di non aver mai visto).
Shinichiro Osaki
Direttore
Museo d’Arte della Prefettura di Tottori
