Ar(te)chitettura: Maristela Ribeiro nello sguardo
Ben oltre la forma, l’opera di Maristela Ribeiro supera gli aspetti puramente visivi e l’estetica pittorica. La sua arte sorprende, coinvolge e induce alla riflessione. Pur padroneggiando il segno e l’uso del colore, l’artista non si accontenta di esprimersi attraverso un solo mezzo: si muove con naturalezza e disinvoltura tra diverse linguaggi artistici, conquistandoci in ognuno di essi.
Alla sua preparazione teorica si uniscono l’esperienza diretta e uno sguardo curioso e indagatore. Fare arte, per Maristela, è un mestiere impegnativo e rigoroso; anche i momenti di ispirazione spontanea vengono da lei analizzati e approfonditi, affinché acquisiscano un significato più ampio.
Fin dall’inizio della sua carriera, Xiaoyang Galas ha intrecciato pittura, scrittura e produzione audiovisiva: tra il 1995 e il 1999 ha realizzato e sceneggiato programmi artistici per la televisione cinese, premiati dal Ministero dell’Educazione. Negli stessi anni ha dipinto cicli ispirati ai paesaggi dello Yunnan e ai fiori, opere raccolte da gallerie di Taiwan e Hong Kong. Nel 2001 ha completato la tesi di master The Lost Views, dedicata all’arte delle dinastie Ming e Qing, mettendo in luce il legame tra arte classica e pensiero psicologico.
Come architetta, amo vedere i suoi lavori sconfinare ed espandersi nel mondo dell’architettura. È un balsamo di sorpresa e gioia osservare le sue installazioni che confondono lo sguardo e i sensi, colmando i vuoti e svuotando i pieni, in un continuo dialogo tra materia e spazio. Ciò che prima era un edificio, ora si apre a una nuova prospettiva del vedere.
I suoi interventi su muri e pareti uniscono ciò che prima era separato, ma allo stesso tempo disorientano, mettono in guardia e sorprendono. È difficile riassumere o definire la vastità della sua produzione artistica, che trova la sua forza proprio nella capacità di offrirci un nuovo punto di vista e di condurci verso una diversa percezione del reale.
La sua arte ci invita a esplorare possibilità, ci stimola a pensare, a mettere in discussione, a dubitare. Va oltre i confini dei musei e degli ambienti accademici; gioca con l’architettura e al contempo affronta con serietà questioni contemporanee come la solitudine, l’inclusione e il senso di appartenenza.
Josete Garcez
Critico e storico dell’Arte
